Ufficio tradizionale: entro 10 anni, solo un ricordo.

Poco più di un mese fa il Sole 24 Ore – Management, preannunciava il destino dell’ufficio tradizionale, sentenziandone la scomparsa nel giro di dieci anni.  Il trend che vede affermarsi sempre più spazi di lavoro condivisi, uffici temporanei e coworking, è senza dubbio destinato a crescere: il 57% delle imprese italiane (più della metà, quindi) ha in previsione modelli di lavoro più flessibili per i propri dipendenti, che potranno anche lavorare da remoto, accedendo ai dati aziendali in maniera sicura ed efficace.

 

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Questo è quanto afferma uno studio condotto dalla società di ricerche Pac (CXP Group), condotto in collaborazione con Fujitusu; l’analisi si è focalizzata su un significativo campione di responsabili decisionali di aziende pubbliche e private di Europa, Nord America e Oceania. La tendenza dello smart working è quindi ben nota, oltre che sempre più diffusa, probabilmente grazie anche al cambio generazionale della forza lavoro:  entro il 2025 – continua lo studio – oltre il 50% della forza lavoro sarà rappresentato dai cosiddetti millennial, pronti a ridefinire la cultura aziendale attorno a modelli più flessibili, più collaborazione e utilizzo di dati, che saranno reperibili tanto dall’ufficio quanto da qualsiasi angolo remoto del pianeta. La rivoluzione digitale entra così anche nel mondo del lavoro, grazie alla presenza di figure capaci di fare da driver allo sviluppo di schemi lavorativi meno rigidi. Secondo l’indagine, già oggi il 40% delle società italiane sta virando le politiche interne per favorire la collaborazione tra young e senior all’interno dell’azienda, permettendo così un continuo scambio di abitudini e modi di operare. Per questo – suggerisce Bruno Sirletti, presidente e Ceo di Fujitsu Italia« occorre creare le condizioni per poter essere produttivi indipendentemente dallo spazio fisico in cui i dipendenti si trovano».

 

Fonte: Il Sole 24 Ore – Management

 

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